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Generali +1% in Borsa dopo i conti, Donnet: “Forte posizione di capitale”. Cosa cambia per gli azionisti

di Redazione QS
08/08/2026
in Economia Italiana
Generali +1% in Borsa dopo i conti, Donnet: “Forte posizione di capitale”. Cosa cambia per gli azionisti

Per gli azionisti Generali, i conti del primo semestre 2026 dicono qualcosa in più della semplice crescita degli utili. Il gruppo ha battuto le attese degli analisti, il titolo sale a Piazza Affari e dal 10 agosto partirà il nuovo buyback da 500 milioni di euro. Sul prossimo dividendo, invece, non c’è ancora un importo deciso.
A 24 ore dalla pubblicazione della semestrale, la lettura si arricchisce anche delle indicazioni arrivate dalla conference call del 7 agosto. Philippe Donnet ha ribadito la forza patrimoniale del gruppo, rivendicato la capacità di Generali di creare valore come realtà standalone e aperto alla possibilità di ampliare il business con UniCredit. Il prossimo passaggio strategico sarà l’Investor Day del 18 novembre a Londra.
Intanto il mercato reagisce positivamente. Alle 13:59 del 7 agosto le azioni Generali scambiano a 45,33 euro, in rialzo dell’1,12%, dopo aver toccato un massimo intraday di 45,48 euro. Piazza Affari è positiva, ma il FTSE MIB avanza più lentamente, intorno allo 0,45% nell’ultima rilevazione disponibile.

Generali sale in Borsa dopo conti sopra le attese
La reazione positiva del titolo arriva dopo risultati superiori alle previsioni del mercato.
Generali ha chiuso il primo semestre con un risultato operativo di 4,505 miliardi di euro, in crescita dell’11,2%, e un utile netto normalizzato di 2,543 miliardi, +13,7%. L’utile netto è salito del 17,9%, mentre l’EPS normalizzato ha raggiunto 1,68 euro, +14,3%.

Le attese degli analisti indicavano circa 4,38 miliardi per il risultato operativo e 2,41 miliardi per l’utile normalizzato. Generali ha, quindi, superato entrambe le stime.
I premi lordi raggiungono inoltre 53,4 miliardi di euro, +5,8%, mentre gli Asset under Management complessivi salgono a 944 miliardi, il 4,9% in più rispetto alla fine del 2025. Tutti i numeri sono contenuti nei risultati consolidati Generali al 30 giugno 2026.
È proprio il rapporto tra crescita degli utili, capitale disponibile e remunerazione degli azionisti a rappresentare il punto più interessante della semestrale.
Donnet: risultati forti e posizione di capitale solida
Nella conference call con gli analisti Philippe Donnet ha sottolineato che i risultati mostrano la “forte posizione di capitale del gruppo”, sostenuta dal contributo di tutti i segmenti e dalla disciplina operativa.
Già commentando la semestrale, il Group Ceo aveva spiegato che i risultati dimostrano “l’ottimo progresso del nostro piano”.
Il confronto con gli analisti del 7 agosto aggiunge, però, elementi che ieri non erano disponibili.
Donnet ha ribadito la volontà di creare valore come gruppo standalone, spiegando che Generali deve continuare a essere agile, innovare e sfruttare le trasformazioni di lungo periodo del settore assicurativo: dall’invecchiamento della popolazione alla minore copertura dei sistemi sanitari pubblici, fino agli eventi estremi legati al clima e ai nuovi bisogni generati dalla tecnologia.
Generali e UniCredit, Donnet apre a nuove opportunità
La conference call ha acceso anche un altro fronte di interesse per il mercato.
Rispondendo a una domanda sui rapporti con UniCredit, Donnet ha ricordato che Generali ha già attività significative con l’istituto, sia nell’Europa centro-orientale sia nell’asset management, aggiungendo che il gruppo sarà “felice di espandere il business con loro” o di valutare altre opportunità in Italia e all’estero.
Il passaggio è particolarmente rilevante considerando gli equilibri azionari di Generali. All’assemblea di aprile UniCredit si era presentata con una partecipazione dell’8,72%.
QuiFinanza aveva già ricostruito l’aumento della partecipazione di UniCredit in Generali e l’approvazione del Bilancio 2025.
La dichiarazione di Donnet non equivale all’annuncio di una nuova operazione, ma segnala la disponibilità del gruppo ad approfondire rapporti industriali e commerciali con uno dei principali gruppi bancari europei.
Buyback Generali da 500 milioni: cosa succede dal 10 agosto
Per gli azionisti una delle informazioni più concrete riguarda il buyback da 500 milioni di euro.
Va però chiarito un punto: il programma non nasce con la semestrale del 6 agosto. Era già previsto dal piano ed è stato autorizzato dall’Assemblea degli azionisti del 23 aprile 2026.
La novità è il suo avvio operativo.
Generali ha confermato che gli acquisti partiranno il 10 agosto e termineranno entro dicembre 2026. Banco Santander opererà come intermediario indipendente. Le azioni acquistate saranno destinate all’annullamento e il numero dei titoli interessati non potrà superare il 2% del capitale sociale.
Il programma ufficiale di buyback da 500 milioni di Generali viene definito dalla stessa compagnia come una remunerazione aggiuntiva rispetto alla distribuzione dei dividendi.
Dividendo Generali 2026, cosa cambia dopo la semestrale
Sul dividendo è importante evitare un equivoco: i risultati del primo semestre non annunciano una nuova cedola.
L’ultimo dividendo approvato, relativo all’esercizio 2025, è stato pari a 1,64 euro per azione, in aumento del 14,7%, con pagamento il 20 maggio 2026.
Ciò che cambia dopo la semestrale è piuttosto la solidità della base economica sulla quale Generali dovrà costruire la futura remunerazione.
Il piano “Lifetime Partner 27: Driving Excellence” punta a una crescita annua composta dell’EPS dell’8-10%, oltre 11 miliardi di flussi di cassa netti cumulativi e a una crescita annua composta del dividendo per azione superiore al 10%.
Per gli azionisti sono previsti oltre 7 miliardi di dividendi cumulativi tra il 2025 e il 2027 e almeno 1,5 miliardi di buyback nell’arco del piano.
Raccolta Vita record a 8,3 miliardi
Uno dei segnali più forti della semestrale arriva dal business Vita.
La raccolta netta raggiunge 8,326 miliardi di euro, +33,9%, il livello più elevato mai registrato da Generali in un primo semestre. Il New Business Value cresce del 21,1% a 1,89 miliardi, mentre il risultato operativo Vita sale dell’8,8% a 2,194 miliardi.
Nella conference call Donnet ha sottolineato che il Vita mantiene una traiettoria positiva grazie ai forti flussi in entrata, all’aumento del valore dei nuovi contratti e a un mix di business favorevole.
Catastrofi naturali, il punto debole dei conti Generali
La semestrale presenta però anche un elemento da monitorare.
Nel ramo Danni il risultato operativo sale comunque del 4,7% a 2,141 miliardi, ma il Combined Ratio passa al 91,5%, in aumento di 0,5 punti percentuali. Quello non attualizzato raggiunge il 93,8%, +0,7 punti.
La ragione principale è il maggiore peso delle catastrofi naturali, il cui impatto aumenta di 1,9 punti percentuali rispetto al primo semestre precedente.

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