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Un palco per il campo largo, big insieme per la chiusura del ‘no’

di Redazione QS
28/02/2026
in Politica
Un palco per il campo largo, big insieme per la chiusura del ‘no’

   Partiti e comitati in fermento per le ultime tre settimane di campagna referendaria. Con il fronte largo del ‘no’ che si prepara alla sfida finale. L’appuntamento è in piazza a Roma, a lanciarlo il comitato ‘Società civile per il no’ presieduto da Giovanni Bachelet. Dopo giorni di lavoro sottotraccia, prende forma così la chiusura di una campagna cominciata al centro congressi Frentani lo scorso 10 gennaio.    Con un format simile all’evento di debutto. Sul palco, accanto alle associazioni che animano il comitato, sono attesi i leader Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. E come nell’evento di inizio anno, non è esclusa la presenza del segretario della Cgil Maurizio Landini. Manca ancora qualche passaggio prima di ufficializzare la data, con le ultime valutazioni che oscillano su due possibili opzioni: il 18 o il 19 marzo. Ma una novità c’è già. Bachelet ha esteso l’invito ai principali comitati in campo, ‘Giusto dire no’, ‘Avvocati per il no’ e ’15 per il no’. In attesa dei dettagli su programma e presenze, anche il fronte del ‘sì’ è pronto a spingere sull’acceleratore, con un faro puntato sugli ultimi sondaggi.     Tra i partiti di centrodestra, si fa sempre più largo la convinzione che sia l’ultima settimana di rilevazioni a fare la differenza. “Sui sondaggi assistiamo a rilevazioni diametralmente opposte, per questa ragione non ci preoccupano”, spiega l’azzurro Enrico Costa. Che commenta così i dati di due distinti sondaggi. Per l’Istituto Piepoli, con una stima dell’affluenza al 45%, il ‘sì’ raggiungerebbe il 54%, mentre il ‘no’ si fermerebbe al 46%. Diversa la previsione di Youtrend, secondo cui il ‘no’ sarebbe avanti con il 53,1% nello scenario con affluenza bassa, mentre in quello con affluenza alta sarebbe appaiato al ‘sì’ con il 50%. Nelle ultime settimane, comunque, la percentuale del no risulta cresciuta in entrambi gli scenari.     Ed è proprio la ‘rimonta’ del no a impensierire i partiti di maggioranza. Ma c’è chi predica calma. Se questo trend – è il ragionamento – dovesse bloccarsi nella prossima settimana, l’ultima per le rilevazioni, allora i timori potrebbero sfumare.     Altrimenti, c’è chi si prepara alla zampata nelle ultime due settimane di campagna.     E gli sguardi sono rivolti soprattutto alle mosse di Fratelli d’Italia. Che finora sta puntando sulla presenza del Guardasigilli Carlo Nordio nei territori e sul protagonismo del sottosegretario Alfredo Mantovano. Non è esclusa la presenza della premier Giorgia Meloni all’evento di partito del 12 marzo a Milano, mentre cresce l’attesa per la maratona dei 50 magistrati, organizzata dal comitato ‘Sì Riforma’. Un’altra maratona è stata lanciata da tempo dal comitato ‘Sì separa’ della Fondazione Einaudi, ma davanti alla Corte di Cassazione, però, dal 2 marzo, non sono attesi gli interventi dei meloniani.     Tra gli oltre 350 speaker, invece, sono previsti numerosi interventi di esponenti di Forza Italia – dove non manca qualche disappunto per l’assenza di FdI – ma anche quelli di Erika Stefani della Lega e di Carlo Calenda di Azione. Mentre da via Bellerio ci si prepara alle ‘gazebate’. Con il leader Matteo Salvini che è pronto a scendere in campo in quella di Milano.     Per ora, nel centrodestra prevale la prospettiva di un finale di campagna ‘ognuno per sè’, con la prospettiva di un palco comune dei leader che sembrerebbe al momento uscita dai radar.     Intanto, i partiti si preparano agli ultimi appuntamenti in tv. Dove spiccano le tribune del 20 marzo in prima serata Rai.     Ad affrontarsi, le prime linee delle diverse formazioni politiche: FdI dovrà fronteggiare il Pd, la Lega dovrà vedersela con il M5S, e Forza Italia si confronterà con Avs. E lo stesso fermento si registra anche tra i comitati. Con quelli del sì che denunciano una “vergognosa” campagna per il ‘no’ con manifesti nei corridoi del Tribunale di Reggio Calabria. “Ci sono anche manifesti per il sì”, la replica dell’Anm, che parla di “strumentale stigmatizzazione”. Mentre non si placa la polemica dopo le frasi di Nicola Gratteri. Che lancia la sfida: “attendo la denuncia di Salvini e la perizia annunciata da Nordio”. “Così aiuta il sì”, la replica stizzita dei comitati favorevoli alla riforma.

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