Grazie allo status di ex socio della Hbw (Human Brain Wave) e utilizzando le conoscenze dell’azienda con sede a Candiolo, in provincia di Torino, avrebbe prodotto e commercializzato un disgregatore di tessuti per una società di cui è amministratore, la Ctsv srl. Per l’uomo, un 48enne, il pubblico ministero Alessandro Aghemo ha disposto la citazione in giudizio. Armando R., questo è il nome dell’imputato, dovrà rispondere di rivelazione di segreti industriali e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale.
La nascita del «Sistema Rigenera»: Biotecnologia e nuove frontiere mediche
Una storia che nasce nel mondo della biotecnologia e delle nuove tecniche per curare e suturare le ferite della pelle. Metodologie nate grazie alla ricerca e agli studi sulle applicazioni cliniche delle scoperte nel campo delle cellule staminali. Alla base della disputa legale il «Sistema Rigenera» coperto appunto da un brevetto della Hbw. Questo sistema ha un funzionamento molto semplice: sulla ferita si applica una polvere trattata dal dispositivo, nella quale sono stati inseriti pochi micron di tessuti dallo stesso paziente. Il congegno li combina chimicamente creando una sorta di cerotto di pelle che, messo sulla ferita, consente una guarigione molto più rapida di quanto avviene normalmente.
Il sospetto di commercializzazione illegale: Il caso Medigraft
Sul mercato però, ha fatto la sua comparsa anche un disgregatore di tessuti, denominato Medigraft, da cui nasce il sospetto di una commercializzazione illegale. Sospetto che viene denunciato in un esposto dalla Hbw, tramite i legali dello studio Internationl Lawyers Associates, Alexandro Maria Tirelli e Federica Tartara. Accuse a cui, naturalmente, l’indagato potrà controbattere per fornire la propria versione dei fatti nell’udienza predibattimentale il 12 giugno prossimo e chiarire la propria posizione.









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