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Gas, l’Asia taglia gli acquisti: più Gnl per l’Europa, cosa cambia per le bollette

di Redazione QS
19/09/2026
in Economia Italiana
Gas, l’Asia taglia gli acquisti: più Gnl per l’Europa, cosa cambia per le bollette

L’Europa potrebbe ricevere più gas naturale liquefatto proprio grazie alla crisi della domanda asiatica. A settembre le importazioni di Gnl dell’Asia dovrebbero scendere al livello più basso per questo mese da otto anni: i prezzi sono diventati tanto elevati da costringere diversi compratori a ridurre gli ordini.
I carichi non acquistati da Cina, India e altri Paesi possono essere dirottati verso i terminali europei, offrendo un aiuto nella ricostituzione delle scorte. Per le famiglie italiane, però, ciò non significa che le bollette diminuiranno immediatamente. Il gas disponibile rimane costoso e l’equilibrio dipenderà dalle temperature invernali, dalle forniture americane e dall’evoluzione delle tensioni in Medio Oriente.
Perché l’Asia sta comprando meno gas
Le importazioni asiatiche di Gnl sono stimate a settembre in circa 20,09 milioni di tonnellate, il livello più basso per il mese dal 2018. La flessione riguarda soprattutto i mercati più sensibili al prezzo.
La Cina dovrebbe fermarsi a circa 4,32 milioni di tonnellate, in calo sia rispetto ad agosto sia su base annua. Anche India, Pakistan e Bangladesh hanno dovuto ridimensionare gli acquisti spot o sostituire parte del gas con carbone, produzione nazionale e altre fonti.
Il motivo è il prezzo. Le quotazioni dei carichi destinati all’Asia settentrionale hanno raggiunto circa 26 dollari per milione di Btu, con un aumento vicino al 150% rispetto a febbraio. A questi livelli il gas può diventare troppo oneroso per alcune industrie e per i sistemi energetici dei Paesi emergenti.

Indicatore
Dato di settembre
Cosa segnala

Importazioni asiatiche di Gnl
20,09 milioni di tonnellate
Minimo per settembre da otto anni

Importazioni della Cina
4,32 milioni di tonnellate
Domanda in forte rallentamento

Prezzo spot in Asia
Circa 26 dollari per mmBtu
Aumento di circa il 150% da febbraio

Importazioni europee previste
7,98 milioni di tonnellate
Più carichi diretti verso l’Europa

Prezzo europeo Ttf
Area 78 euro per MWh
Mercato ancora sotto forte pressione

Perché meno domanda asiatica aiuta l’Europa
Il Gnl viaggia sulle metaniere e può essere venduto al mercato che offre le condizioni più convenienti. A differenza del gas trasportato attraverso un gasdotto, la sua destinazione può, quindi, cambiare anche durante il viaggio.
Quando Cina, Giappone, Corea del Sud e India comprano molto, l’Europa deve competere offrendo prezzi più alti. Se la domanda asiatica diminuisce, una parte dei carichi può raggiungere i rigassificatori europei.
La Commissione europea spiega che il gas naturale liquefatto consente di diversificare gli approvvigionamenti, perché non dipende da una singola rete di gasdotti. Questa flessibilità è diventata essenziale dopo la forte riduzione delle forniture russe.
A settembre le importazioni europee potrebbero raggiungere 7,98 milioni di tonnellate e superare i 10 milioni nei mesi successivi. È un miglioramento, ma nasce dalla difficoltà economica dei compratori asiatici, non da un aumento strutturale dell’offerta mondiale.
Più Gnl non significa subito bollette più basse
Il prezzo all’ingrosso rappresenta soltanto una parte della bolletta. Sulla spesa finale incidono anche commercializzazione, trasporto, distribuzione, oneri e imposte. Inoltre, molti contratti vengono aggiornati con tempistiche differenti.
Un calo del Ttf può quindi trasferirsi sulle fatture gradualmente, mentre un contratto a prezzo fisso non cambia fino alla scadenza delle condizioni sottoscritte.
Sul mercato europeo il Ttf si mantiene vicino a 78 euro per megawattora, un livello che continua a incorporare un forte premio per il rischio geopolitico. L’arrivo di più metaniere può impedire nuovi rialzi, ma non è sufficiente, da solo, a riportare i prezzi ai livelli precedenti alla crisi.
Il problema delle scorte europee
L’Europa entra nella parte finale della stagione di riempimento con depositi inferiori alla media degli ultimi anni. I dati quotidiani possono essere verificati sulla piattaforma Agsi di Gas Infrastructure Europe, che raccoglie i livelli di stoccaggio dei diversi Paesi.
Le riserve europee sono intorno al 67% della capacità. L’Italia dispone di circa 172,5 terawattora immagazzinati, ma la sicurezza non dipende soltanto dalla quantità presente nei depositi. Contano la velocità dei prelievi, i consumi industriali, le temperature e la possibilità di sostituire rapidamente le forniture mancanti.
Le scorte non determinano da sole il prezzo: servono, soprattutto, come assicurazione contro picchi di domanda e interruzioni. Più sono basse, maggiore è la sensibilità del mercato alle previsioni meteorologiche e alle notizie geopolitiche.
Cosa può accadere alle bollette durante l’inverno

Scenario
Effetto sul mercato
Possibile conseguenza

Inverno mite
Consumi e prelievi contenuti
Prezzi più stabili o in riduzione

Inverno nella media
Scorte sufficienti ma sotto pressione
Bollette ancora elevate e volatili

Inverno molto freddo
Forte competizione tra Europa e Asia
Nuovi rialzi del gas e dell’elettricità

Ripresa delle forniture dal Golfo
Maggiore disponibilità di Gnl
Riduzione del premio geopolitico

Nuove interruzioni
Meno carichi disponibili
Rischio di quotazioni ancora più alte

In Italia il gas incide anche sul prezzo dell’elettricità, perché molte centrali utilizzano questa fonte per produrre energia. Un aumento del combustibile può, quindi, trasferirsi sia sulle fatture del gas sia su quelle della luce.
Il passaggio non è automatico né uguale per tutti: dipende dal contratto, dai consumi e dai tempi con cui il fornitore aggiorna il prezzo.
Cosa deve controllare una famiglia
Prima dell’inverno conviene verificare se l’offerta è a prezzo fisso o indicizzato, quale indice viene utilizzato e quando possono essere aggiornate le condizioni economiche. Un prezzo bloccato offre maggiore prevedibilità, ma potrebbe risultare meno conveniente se il mercato scendesse.
È utile controllare anche la scadenza dell’offerta, i costi fissi mensili e il consumo annuo indicato in bolletta. Confrontare soltanto il prezzo della materia prima può fornire un risultato incompleto.
Il calo degli acquisti asiatici concede, dunque, all’Europa una finestra favorevole per aumentare le importazioni. Non rappresenta, però, la fine della crisi: è un equilibrio fragile, nel quale le bollette europee vengono protette anche dal fatto che altri Paesi non riescono più a sostenere gli stessi prezzi.

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