Una missione diplomatico militare di sicurezza marittima dell’Unione europea, in risposta agli attacchi Houthi contro le navi nel Mar Rosso, per fare da scorta alle navi di passaggio. L’operazione Eunavfor Aspides, varata il 19 febbraio 2024 e a cui partecipano una decina di Paesi, prende il nome dall’omonima parola greca che significa ‘scudi’. Attualmente nella missione – a guida greca dallo scorso 16 luglio – sono impegnate due navi missilistiche: la fregata italiana Bergamini e quella greca. Da poco più di un mese il comandante del mezzo italiano è il capitano di fregata Sarah Arrighi, 42 anni, figlia di un vigile urbano e di un’infermiera.
Tra i suoi recenti incarichi, nel 2017 ha assunto il comando del pattugliatore d’altura Spica: l’unità ricevette poi il Premio Speciale Orione dopo essersi distinta anche nelle attività di soccorso in mare. Nel 2025 Arrighi ha assunto l’incarico di comandante in seconda della fregata Antonio Marceglia e infine, il 10 agosto, il comando della Carlo Bergamini, una delle principali unità della Marina militare italiana, nell’ambito dell’operazione Aspides. Lo scorso luglio il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Giovanni Maria Iannucci, in audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, evidenziò come Aspides fosse a tutti gli effetti “parte integrante del dispositivo di difesa nazionale”, poiché dal transito sicuro delle merci nel Mar Rosso dipende anche la competitività dei porti italiani. Solo nell’ultimo mese la Bergamini è stata impegnata in almeno due operazioni di scorte i mercantili, ma queste attività sono state centinaia negli ultimi due anni e non senza pericoli: nel maggio 2024 dalla nave Fasan furono esplosi 120 colpi di cannone contro la minaccia di droni inviati dagli Houthi, poco tempo dopo nave Duilio abbatté lo stesso tipo di veicoli con cannoni ed missile. Contro alcuni dei mercantili scortati sono stati lanciati anche missili balistici, che le navi commerciali riescono a schivare zigzagando nel mare.
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