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Il governo studia misure per i lavoratori dell’indotto ex Ilva

di Redazione QS
16/09/2026
in Economia Estera
Il governo studia misure per i lavoratori dell’indotto ex Ilva

Strumenti straordinari per garantire la sicurezza dell’indotto dell’ex Ilva. Il governo è al lavoro con l’obiettivo di mettere a punto un decreto incentrato sulla tutela dei lavoratori, che potrebbe avvenire attraverso la cassa integrazione, misure di accompagnamento e nuovi posti di lavoro su Taranto. Ore che precedono un nuovo incontro con i sindacati a Palazzo Chigi, mentre sul fronte della vendita si apre la possibilità di un’offerta da parte della cordata italiana, che potrebbe arrivare nelle prime settimane di ottobre, ma che resterebbe orientata solo sull’area a freddo dello stabilimento.
Fonti vicine ai commissari ribadiscono che il governo “ha più volte ribadito la propria disponibilità a supportare i player interessati all’ex Ilva”, ma “finché non si palesano le offerte non si potrà parlare di partecipazione dello Stato”.
Dopo la conferma dei giudici milanesi per lo stop dell’area a caldo entro la fine di ottobre, Fim, Fiom, Uilm e Usb erano pronti a incontrare il governo già oggi, ma l’esecutivo ha poi deciso di convocare il tavolo, per la 20esima volta dal 23 ottobre 2023 riguardo la vertenza, per mercoledì proprio per sfruttare il tempo a disposizione per definire le misure a tutela dei lavoratori. I sindacati, come ribadito più volte in questi giorni, puntano a ribadire al governo di bloccare di nuovo i licenziamenti, ma dalla regione e dalla provincia di Taranto arrivano anche altre sollecitazioni. “Serve una legge speciale per Taranto – ha detto il presidente della Puglia Antonio Decaro -, all’interno della quale ci sia un’Agenda Taranto che tenga conto della tutela dei livelli occupazionali e della necessità di un impianto siderurgico nella città per tutelare i posti di lavoro nel futuro”.
Per il presidente della provincia di Taranto Gianfranco Palmisano “il tema resta sempre quello di un piano industriale, di una prospettiva nel breve, nel medio e nel lungo periodo che possa garantire i lavoratori prima di tutto”, definendo come “ormai superata” la questione delle garanzie finanziarie per rifiuti e discariche, che era stata oggetto del provvedimento durante uno degli ultimi incontri riguardo l’ex Ilva a Roma. L’avvocato Ascanio Amenduni, che ha promosso l’azione inibitoria avviata da undici cittadini aderenti all’associazione Genitori Tarantini, sfociata poi nel decreto della Corte, ha spronato il governo a “fare di più”, chiedendo un trattamento speciale per chi ha subito per decenni l’esposizione alle emissioni nocive. Secondo il legale, “il verdetto finale della Corte d’Appello di Milano farà cadere ogni alibi alla politica imprenditoriale e governativa sull’Ilva e spalancherà la strada a una ricollocazione lavorativa in un contesto più sano e salubre”.
Anche sul fronte della politica aumenta il pressing. Al Senato il Movimento 5 Stelle ha chiesto un’informativa urgente della presidente del Consiglio Giorgia Meloni proprio sulla vertenza, ricevendo una risposta praticamente immediata da Fratelli d’Italia. “Sull’ex Ilva Pd e M5s oggi salgono in cattedra e attribuiscono al governo Meloni responsabilità che appartengono a una vicenda industriale iniziata molti anni prima”, ha detto il senatore Gianni Berrino, precisando come “lo stop dell’area a caldo è arrivato da una decisione della magistratura, non da Palazzo Chigi”, mentre “il governo è intervenuto più volte per sostenere la continuità industriale e occupazionale”.
Intanto, la data dello stop delle attività dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto si fa sempre più vicina, con le procedure di spegnimento che potrebbero iniziare proprio da domani. Per rispettare il fermo effettivo stabilito dalla Corte entro la fine del prossimo mese è infatti necessario avviare per tempo una sospensione degli altoforni e delle cockerie, che deve appunto cominciare prima della scadenza fissata dai giudici. Negli scorsi giorni la premier aveva assicurato che il governo sta continuando a fare del proprio meglio, nonostante “lavoriamo con decisioni che non dipendono da noi”.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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++ Ex Ilva, possibile offerta della cordata italiana a ottobre ++

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