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Italia preda della desertificazione commerciale, dal 2012 sono scomparsi 156mila negozi

di Redazione QS
14/03/2026
in Economia Italiana
Italia preda della desertificazione commerciale, dal 2012 sono scomparsi 156mila negozi

Nell’ultimo decennio le città italiane sono finite nella morsa della desertificazione commerciale. Il panorama della attività parla chiaro: serrande abbassate, locali sfitti e meno negozi di prossimità.
Stando ai dati diffusi da Confcommercio, tra il 2012 e il 2025 sono scomparsi circa 156mila negozi al dettaglio e attività ambulanti, pari a oltre un quarto del totale nazionale. Al ritmo di 12mila l’anno.

Cos’è la desertificazione commerciale e perché riguarda sempre più città
Con l’espressione desertificazione commerciale si indica la progressiva scomparsa dei negozi di prossimità e delle attività tradizionali nei centri urbani. Il report “Città e demografia d’impresa” realizzato da Confcommercio ha preso in esame 122 città italiane, tra cui 107 capoluoghi di provincia, analizzando 18 diverse categorie di attività economiche tra centri storici e periferie.
I risultati mostrano un cambiamento strutturale del commercio urbano. A scomparire dalle nostre vie sono soprattutto gli esercizi di vendita al dettaglio, mentre parallelamente aumentano alcune tipologie di servizi legati al turismo o alla ristorazione.
Secondo gli esperti, il rischio è che molte città si trasformino progressivamente in quartieri-dormitorio con meno servizi di prossimità. Determinando, oltre alle conseguenze economiche, anche pesanti effetti sociali soprattutto per la popolazione anziana e le fasce più fragili che dipendono dai negozi di quartiere per le esigenze quotidiane.
Quanti negozi hanno chiuso in Italia negli ultimi anni
I numeri della desertificazione commerciale delineano un quadro allarmante. Nel giro di 13 anni, tra il 2012 e il 2025, sono “scomparsi” circa 156mila punti vendita. Soprattutto edicole, librerie, ferramenta e negozi di abbigliamento. Si tratta di oltre un quarto delle attività presenti all’inizio del periodo analizzato.
La desertificazione commerciale si è intensificata soprattutto negli ultimi anni, determinando una forte trasformazione del tessuto commerciale. Nello stesso periodo preso in esame, si è osservato infatti l’aumento di circa 19mila imprese alberghiere e della ristorazione.
E-commerce, affitti e nuovi consumi: perché stanno chiudendo i negozi
Le cause della desertificazione commerciale sono molteplici e si intrecciano con i cambiamenti generali dell’economia e dei comportamenti di consumo. Uno dei fattori principali è la crescita dell’e-commerce. Negli ultimi anni il mercato online è quasi triplicato: tra il 2019 e il 2025 il valore delle vendite sul web è passato da 31,4 miliardi a oltre 62 miliardi di euro. Praticamente il doppio.
Parallelamente le piccole realtà commerciali hanno registrato una sostanziale stagnazione delle vendite, con un incremento prossimo allo zero tra il 2015 e il 2025. A incidere sono anche altri fattori, tra cui:

l’aumento dei costi e degli affitti nei centri storici;
la diffusione degli affitti brevi legati al turismo;
il cambiamento delle abitudini di consumo;
la difficoltà di ricambio generazionale nelle piccole attività commerciali.

Quali sono le città più colpite dalla desertificazione commerciale
Come ribadito da Confcommercio, la desertificazione commerciale non è soltanto un fenomeno economico ma anche un problema di coesione urbana. La diminuzione dei negozi si traduce in meno servizi per i residenti e spesso anche minore sicurezza. Alcuni quartieri rischiano di perdere la loro vitalità, lasciando spazio a una forma di degrado urbano.
Le città più colpite si trovano soprattutto nel Centro-Nord. La maggiore perdita di cellule commerciali (anche oltre il 30%) si registra a Belluno, Vercelli, Trieste, Alessandria e Savona. Tuttavia il dato singolo peggiore si registra nel resto d’Italia: Agrigento (-37,5%), seguita da Ancona (-35,9%).
Se la tendenza dovesse proseguire, per gli esperti si rischia che entro il prossimo decennio molte aree urbane diventino sempre meno vivibili dal punto di vista commerciale e sociale.

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